La democrazia è cultura, la dittatura è ignoranza

Un giorno sì e l’altro pure, sugli almanacchi di tutto il mondo, si ricordano personaggi che hanno lasciato il segno in ambito scientifico, medico, musicale, artistico o culturale in genere. Fin qui tutto normale, ma siete mai andati a curiosare nelle storie di tutti questi geni che hanno rivoluzionato le nostre vite?

Se lo avete fatto, avrete sicuramente notato che la moltissimi di essi sono nati in un paese e poi sono stati naturalizzati in un altro? Come mai? Ve lo siete chiesto? Se non sapete il perché di tale costante, ve lo spieghiamo noi: docenti, luminari, insomma di uomini con immense qualità, sono stati quasi sempre costretti a lasciare i paesi natali a causa della dittatura, per andare a fare le fortune dei paesi che li hanno accolti.

Tutto questo perché la democrazia è cultura, mentre la dittatura è ignoranza. La democrazia è cultura perché stimola il confronto, anche a costo di concludere una discussione con un nulla di fatto. Tutti, in democrazia, possono esprimere la propria opinione, giusta o sbagliata che sia. Tutti, al termine di una discussione democratica, anche aspra se necessario, si alzano dal tavolo più ricchi, grazie alle opinioni degli altri. In dittatura, invece, conta l’opinione di un pochissimi individui, il confronto non è permesso e le persone non crescono. Al loro posto, però, cresce l’ignoranza.